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MUTUO CASA

Una trappola in cui cadono in molti nella scelta del mutuo è farsi trarre in inganno dall'idea che il tasso fisso sarebbe più sicuro.

Il fatto è che per la banca affibbiare un tasso variabile è più comodo e sicuro (per lei) da tanti punti di vista e te la fa pagare: la cosa si vede benissimo da qualunque giornale finanziario.

Infatti se confrontate le percentuali dei mutui a tasso fisso e di quelli a tasso variabile vedrete come per voi sottoscrivere un mutuo a tasso variabile sia sempre ben più economico (di norma si risparmia almeno un punto percentuale).

E' vero che i tassi possono salire ed un mutuo a tasso variabile segue quella salita mentre uno a tasso fisso no, però può succedere esattamente il contrario.

In buona sostanza prendere un mutuo a tasso variabile è come mettere una doppia (e mezzo) in schedina: se i tassi rimangono stabili vi fa risparmiare denaro rispetto a quello a tasso fisso, se scendono vi fa risparmiare addirittura da due parti e persino se salgono bisogna vedere se il livello della risalita riesce a battere lo spread (che in questo caso è il minor costo del tasso variabile rispetto a quello fisso nel momento della sottoscrizione).

Ho usato il termine "doppia", con evidente riferimento alle schedine del totocalcio, per ironia: è evidente che su un mutuo moltissime persone si giocano parte della propria vita e bisogna essere quanto più prudenti possibile.

Inoltre la possibilità che inflazione e tassi schizzino su c'è, ma riflettete anche sul fatto che il mutuo serve a fare un acquisto a rate di un bene che ha un prezzo che viene bloccato al momento dell'acquisto.

Se l'inflazione schizzasse al 10% cosa accadrebbe? Accadrebbe che 100.000 euro di oggi tenuti sotto il materasso fra 20 anni diventerebbero l'equivalente di 12.158 euro di oggi.

In buona sostanza: se bloccate il prezzo di un bene e lo pagate a rate in tanti anni ciò che pagate in quota capitale di fatto si riduce proprio per l'inflazione e quanto di fatto pagate in meno in quota capitale può benissimo più che compensare la maggiore spesa in quota interessi.

Insomma pensateci prima di dare per scontato che un mutuo a tasso fisso sia più sicuro perchè sono altissime le probabilità che alla fine quello a tasso variabile costi di meno.

Senza contare che le penali per l'estinzione anticipata di un mutuo a tasso fisso possono essere un multiplo rispetto a quelle di un mutuo a tasso variabile.

P.S. Un incremento dei tassi di un quarto di punto percentuale comporta un incremento del costo di un mutuo nell'ordine di 10-15 euro al mese (nell'ipotesi di mutuo a tasso variabile trentennale di 100.000 euro).

NOTA DEL 6/6/2007: Il 6 giugno 2007 la Banca Centrale Europea ha deciso una nuova stretta monetaria, alzando di un quarto di punto i tassi di interesse di Eurolandia.
Il tasso di rifinanziamento principale sulle operazioni pronti contro termine sale al 4,00%, quello marginale al 5,00%, quello sui depositi overnight al 3,00%.
E' il secondo rialzo dall'inizio dell'anno. La BCE porta il costo del denaro ai massimi da 6 anni, a livelli mai visti dopo l'11 settembre. Per tassi così alti bisogna risalire ad agosto 2001, quando il costo del denaro viaggiava al 4,25%, prima che il 17 settembre venisse tagliato di 50 punti al 3,75%.
Il presidente della BCE ha sostenuto che la decisione di rialzare i tassi "è stata presa per la prevalenza dei rischi sui prezzi nel medio termine" sostenendo che "la politica monetaria è piuttosto accomodante" e che la crescita economica di Eurolandia "è più forte del previsto. L'outlook è favorevole".
Il presidente Jean-Claude Trichet fa capire che ci sarà un altro aumento dello 0,25% a settembre, ma non chiarisce se il mercato deve attendersi ulteriori strette (anche se la larghissima parte degli operatori dichiara di aspettarseli).
Rivista al rialzo la stima sull'inflazione 2007 ad un +2% a fronte dell'1,8% stimato a marzo.

NOTA DEL 6/9/2007: A causa della crisi dei mutui subprime i tassi sono rimasti invariati al 4%. Il presidente Jean-Claude Trichet non ha dato indicazioni sulle mosse future, ma si è lamentato della scarsa visibilità sui mercati finanziari in questo periodo di turbolenze.

NOTA DEL 27/9/2007: A dispetto dello stop della Banca Centrale Europea, le turbolenze dei mercati finanziari hanno determinato un probabilmente temporaneo rialzo dell'Euribor a tre mesi, che è salito al 4,78%, il massimo da 6 anni.

NOTA DELL'11/2/2008: Il governatore della BCE ha ribadito ai mercati che il board non ha mai discusso una riduzione dei tassi, mentre il pericolo principale per Eurolandia rimane l'inflazione.

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